ASCESSI E FISTOLE ANALI

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    (Casistica personale circa 250 interventi)

    Sono due tappe distinte di una sola condizione patologica con diversa sintomatologia ed evoluzione clinica. L’ascesso è la fase acuta di una infezione che origina dalle ghiandole secernenti muco situate nel canale anale mentre la fistola è la fase cronica di questa infezione.  L’infezione che origina a livello di una ghiandola del canale anale si diffonde progressivamente ai tessuti circostanti e può formare un canale che può estendersi verso l’alto, verso il basso, orizzontalmente o circonferenzialmente a ferro di cavallo mettendo in comunicazione la ghiandola da dove è partita con la cute perianale. In genere l’ascesso si manifesta come una tumefazione anale o perianale dolente accompagnata o no da movimento febbrile. All’inizio della sua formazione può essere difficile la diagnosi perchè il paziente lamenta solo un vago dolore senza manifestazioni visibili all’esterno. Qualche volta può essere presente solo un indurimento dolente all’interno del canale anale che in seguito darà una manifestazione clinica più evidente come tumefazione rossa, fluttuante e dolente. In qualche caso gli ascessi possono anche regredire spontaneamente o svuotarsi all’interno del canale anale ma il più delle volte devono essere drenati in anestesia locale e possibilmente in sala operatoria. Le fistole anali invece formano delle secrezioni siero-purulente, maleodoranti che fuoriescono da uno o più orifizi cutanei che hanno sede in regione perianale. Queste secrezioni imbrattano gli indumenti e creano disagio al paziente. In genere non sono dolorose ma lo possono diventare se l’orifizio cutaneo esterno si dovesse chiudere, allora si riformerebbe la condizione dell’ascesso. L’incidenza delle fistole anali è stata valutata in 12,3 casi per il sesso maschile ed in 5,6 casi per il sesso femminile su 100.000 persone. La diagnosi viene fatta con la visita proctologica. Per la valutazione del tragitto della fistola, che può essere superficiale o profondo, coinvolgendo i muscoli della regione anale, ci si avvale della Ecografia trans anale e della RMN. A secondo del rapporto che il tragitto fistoloso contrae con gli sfinteri le fistole vengono classificate in superficiali, transfinteriche, sovra sfinteriche, intersfintericche ed extrasfinteriche. Il trattamento della fistola può risultare impegnativo e deve mirare a rimuovere l’infezione conservando la funzionalità degli sfinteri. A volte tutto questo si può ottenere con un solo tempo chirurgico, altre volte sono richiesti più tempi per evitare l’incontinenza anale. Il trattamento delle fistole viene fatto in regime di Day Surgery. Nel periodo post-operatorio il dolore è lieve e moderato ed è richiesta una accurata pulizia della ferita per evitare infezioni da contaminazione  fecale ed ottenere una guarigione più rapida. Purtroppo nel 2% dei casi è possibile che ci sia una recidiva.