DIVERTICOLOSI DEL COLON

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    I diverticoli del colon hanno una maggior prevalenza nei paesi con alto grado di industrializzazione ed un basso livello di introduzione di fibre alimentari con la dieta. I diverticoli possono essere congeniti  o acquisiti . I diverticoli congeniti sono chiamati anche veri perchè tutti gli strati della parete del colon protrudono all’esterno del lume mentre negli acquisiti, chiamati anche falsi,  c’è solo l’erniazione della mucosa nei punti di minore resistenza della parete colica,  che sono quelli che danno passaggio ai vasi sul versante mesenterico. Essi possono essere localizzati su tutto il colon ma sono più frequenti nel colon sn e nel sigma dove la pressione all’interno del lume è più alta. Dal punto di vista clinico possono rimanere asintomatici fino a quando non si sviluppa la diverticolite e il sanguinamento. La diverticolite si può presentare ad ogni età ed è più aggressiva nei giovani. Si manifesta con dolore al quadrante addominale sinistro con febbre accompagnata da brivido. La sede del dolore però può essere diversa da quella tipica a sinistra e allora si devono prendere in considerazione anche altre patologie ( appendicite, salpingite, ulcera gastro-duodenale perforata, pancreatite, infarto colico, coliti infettive, malattia infiammatoria pelvica). Nella forma tipica di diverticolite a sinistra in genere si associa una storia di stipsi. La diverticolite si può estendere anche agli organi vicini alla sede del diverticolo interessato e quindi coinvolgere l’omento, il piccolo intestino, la vescica, l’utero, le tube e la vagina. Durante l’infiammazione acuta il diverticolo può perforarsi e la perforazione può rimanere localizzata all’interno degli strati del mesentere o diffondersi liberamente nella cavità peritoneale realizzando il quadro della peritonite diffusa. Ripetuti episodi di diverticolite possono anche determinare ostruzione intestinale per stenosi cicatriziale e creare il quadro di occlusione intestinale. La diagnosi viene raggiunta con gli esami di laboratorio, ecografia addominale e TAC. La TAC oltre alla diagnosi è utile anche per esprimere un valore prognostico infatti nei casi in cui vengono evidenziati ascessi, aria e mezzo di contrasto al di fuori del lume colico si prevede un fallimento della terapia medica e quindi si pone l’indicazione alla terapia chirurgica. Il clisma opaco e l’endoscopia non sono consigliabili nella fase acuta. Gli episodi di diverticolite spesso rispondono bene alla terapia  antibiotica. Nelle forme subacute dove si è verificata la formazione di un ascesso questo può drenare in un viscere cavo adeso al diverticolo creando così una fistola interna. In base al viscere coinvolto nell’infiammazione si possono formare fistole colo-vescicali, colo-vaginali, colo-cutanee, colo-tubariche e colo-enteriche. Ovviamente l’indicazione all’intervento sarà immediata nei pazienti che presentano segni di peritonite o di occlusione intestinale. Per gli altri pazienti che risolvono il quadro clinico con la terapia antibiotica vale la regola che nei giovani e negli anziani a basso rischio, dopo il secondo episodio di diverticolite,  è consigliabile l’intervento per l’alta incidenza della recidiva nel corso della vita che potrebbe esitare in una peritonite che a sua volta impedirebbe la risoluzione della malattia con un unico intervento. Infatti quando si opera in condizioni di elezione, senza un quadro di peritonite, è possibile la resezione del colon interessato ripristinando la continuità intestinale senza ricorrere alla colostomia. Anche in questo tipo di patologia il chirurgo esperto può ricorrere all’accesso laparoscopico sfruttando tutti i vantaggi per il paziente della tecnica laparoscopica rispetto a quello tradizionale.